Coronavirus: l’impatto della “infodemia” sui media

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In questi giorni di tensione a causa della diffusione del Coronavirus nel nostro Paese, gli italiani sono attenti alla ricerca di informazioni sul virus e i suoi effetti sulla vita dei cittadini. Questo bisogno di informarsi e rimanere aggiornati sugli sviluppi della situazione ha avuto notevoli effetti sulle audience televisive e sui trend social media: Havas Media presenta la sua analisi dell’impatto di questa “infodemia” nella nostra industry.

Analizzando gli ascolti televisivi del 22-23 febbraio e confrontandoli con il weekend precedente, osserviamo che l’audience TV è aumentata del 3,5%, con più spettatori (+1,4%) che hanno guardato la televisione per più tempo (+2,1% minuti di tempo spesi davanti allo schermo).

I programmi di informazione, che nel weekend si concentrano soprattutto sulle news veicolate dai telegiornali, hanno visto una crescita in doppia cifra delle audience: +40% per il TG5 e +18% per il TG1. Il TG di La7 ha registrato un +37%, mentre sempre su La7 domenica sera Non è l’Arena di Giletti ha visto un +24%.

Crescita anche delle audience dei canali all news: +132% per Tgcom24, +146% per Rai News 24, +213% per Sky TG24.

La crescita si è avuta soprattutto su quella parte di pubblico generalmente meno attiva sulla televisione tradizionale: < 64 anni, alta scolarizzazione, classe socioeconomica alta e medio-alta.

Per quanto riguarda le menzioni di “coronavirus” e “corona virus” generate in Italia sul totale globale rilevato siamo passati dal 3% prima del 22 febbraio, a circa il 16%, con una crescita continua tra il 22 e il 24 febbraio.

In Italia da inizio 2020 si sono registrate quasi 2 milioni di mention, di cui il 43% realizzato solo lo scorso weekend. Se quindi nel resto del mondo il trend è rimasto stabile, in Italia il Coronavirus è diventato uno dei temi di discussione principali.

Il sito con il volume di menzioni maggiore è Twitter (635.360), seguito con notevole distacco da Facebook (33.517) e Reddit (9.636), anche se i dati provenienti da Facebook sono fortemente sottostimati.

Le ricerche su Google seguono di pari passo il trend social: un primo picco a fine gennaio, seguito poi dall’esplosione di questi ultimi giorni. Guardando la distribuzione per regione, la Lombardia si presenta al primo posto.

Negli ultimi giorni è soprattutto la situazione in regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte a preoccupare: si parla delle misure prese del governo, ci si informa sul numero di contagi e sulla condizione dei malati.

In Italia si parla del Coronavirus con un focus sulle notizie di attualità, mentre nel resto del mondo negli ultimi giorni hanno iniziato ad associare il Coronavirus al nostro Paese.

Guido Surci, Chief Sports & Intelligence Officer di Havas Media, commenta: “Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato come “l’infodemia” sia un aspetto da non sottovalutare. Indubbiamente anche i numeri italiani parlano di un’altissima attenzione a tutte le informazioni che circolano su Coronavirus. In questo contesto l’informazione televisiva si conferma come un punto di contatto autorevole, ribadendo la sua meaningfulness.”

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